Atena nuda nella tempesta viola: la civetta che plana, lo scudo con la Gorgone, l'elmo deposto e il serpente. Un ritratto della dea pensosa, sospesa tra furore e saggezza.
Una città impossibile si innalza da un volto roccioso tra rondini e nuvole, in equilibrio tra sogno, memoria e metamorfosi.
Un corpo in torsione emerge dal buio con veli lattiginosi e una colomba in volo, in una scena sospesa tra caduta e redenzione.
Un occhio verde monumentale custodisce figure e visioni nella sclera, come una profezia trattenuta sotto la superficie.
Un primo piano deformato dal gesto e dal pianto nero, dove il riso e la ferita convivono nello stesso istante.
Un ritratto femminile incorniciato da spine e uccelli simbolici, con una presenza silenziosa e quasi oracolare.
Un piccolo eros emerge dal nero con uno sguardo malinconico, sospeso tra innocenza, ombra e desiderio.
Un volto rituale affiora dall'acqua e si riflette in una superficie instabile, tra mito, adornamento e minaccia.
Il corpo dell'angelo cade nel buio con un mazzo di fiori stretto al volto, in una visione tragica e sontuosa.
Una figura femminile viene attraversata da creature ibride e presenze oniriche, come se il mito prendesse voce dalla pelle.
Una figura velata di pizzo bianco stringe al petto un cuore anatomico rosso e suturato: un'icona laica di compassione e ferita.
In un borgo deserto sotto un cielo verde, una donna bendata siede legata a edere che la radicano alla terra: una metafora dell'oblio che cresce.
Natura morta con bottiglie di grappa e un piccolo calice ambrato: una meditazione silenziosa sul vetro, la trasparenza e la luce.